Per secoli la costa a nord di Roma è stata un mosaico di dune, stagni, acquitrini e boschi allagati. Bonifiche, strade e nuove costruzioni hanno cambiato radicalmente il paesaggio, ma qualche frammento di quel mondo è sopravvissuto. Il più prezioso, nella nostra zona, è la Palude di Torre Flavia, tra Ladispoli e Cerveteri, a circa 22 km da Aranova: un'area piccola, ma sorprendentemente ricca, dove il ritmo lo dettano gli uccelli e il vento.
Un monumento naturale per gli uccelli migratori
La palude è tutelata dal 1997 come Monumento naturale e oggi è gestita dalla Città metropolitana di Roma Capitale. Si estende per poche decine di ettari, ma è riconosciuta come zona umida di grande importanza per l'avifauna migratoria ed è anche una Zona di Protezione Speciale. Fa inoltre parte della rete italiana di ricerca ecologica a lungo termine, ed è stata segnalata anche tra i «Luoghi del Cuore» del FAI.
Il paesaggio è fatto di elementi diversi a pochi passi l'uno dall'altro:
- Le dune, che separano la palude dalla spiaggia e ospitano la vegetazione tipica delle coste sabbiose.
- Stagni, pozze e canali, dove l'acqua dolce e quella salmastra si incontrano.
- I canneti, fitti e alti, rifugio ideale per molte specie che nidificano o si nascondono tra le canne.
Cosa si può osservare
Torre Flavia è un piccolo paradiso per chi ama il birdwatching. Durante le migrazioni di primavera e d'autunno, numerose specie si fermano qui per riposare e nutrirsi prima di riprendere il viaggio. Tra gli uccelli che frequentano la palude ci sono il falco di palude, il cavaliere d'Italia con le sue lunghe zampe rosse, germani reali, codoni e alzavole. Sulla spiaggia, invece, nidifica il fratino, un piccolo uccello che depone le uova direttamente sulla sabbia ed è per questo molto vulnerabile: nei periodi di nidificazione alcune aree vengono protette e segnalate, ed è importante rispettarle.
Non serve essere esperti per apprezzare la visita: basta camminare con calma, in silenzio, e fermarsi ogni tanto a osservare. Un binocolo, anche semplice, cambia completamente l'esperienza.
La torre che ha dato il nome alla palude
Il nome viene dalla torre costruita nel Cinquecento per volontà del cardinale Flavio Orsini, sui resti di un più antico edificio di epoca romana. Faceva parte del sistema di torri di avvistamento che lo Stato della Chiesa realizzò lungo la costa per difendersi dalle incursioni dal mare. Gravemente danneggiata durante la Seconda guerra mondiale, la torre è stata poi raggiunta dall'erosione costiera: la spiaggia su cui sorgeva è arretrata e oggi quello che ne resta si alza isolato in mezzo alle onde, a breve distanza dalla riva. È un'immagine malinconica e bellissima, soprattutto al tramonto, ma anche un promemoria concreto di quanto sia fragile questa costa.
Consigli per la visita
I momenti migliori sono la primavera e l'autunno, quando il passaggio dei migratori è più intenso e le temperature sono piacevoli. In estate conviene andare al mattino presto o verso sera, quando il caldo è meno forte e gli uccelli sono più attivi. Indossate scarpe comode, perché si cammina tra sentieri sterrati e sabbia, portate acqua e, nei mesi caldi, un repellente per gli insetti: siamo pur sempre in una palude. Per visite guidate e iniziative di educazione ambientale fate riferimento ai canali ufficiali della Città metropolitana di Roma Capitale.
Da CasaLuMa si arriva in auto percorrendo la Via Aurelia verso nord, in direzione Ladispoli. La visita si combina bene con una passeggiata sul lungomare di Ladispoli o con una tappa a Cerveteri, così da unire natura e storia nella stessa giornata.
Natura e quiete: dalla palude a CasaLuMa
Dopo il birdwatching, CasaLuMa vi accoglie in un residence privato silenzioso ad Aranova, con terrazza verandata affacciata sul bosco e parcheggio gratuito.